Campo Ife

Elisa Martire

Elisa Martire

Psicologa Clinica, Psicoterapeuta della Gestalt

Master in Psicologia dello Sport

Adolescenti/Giovani Adultə Disturbi di Personalità Sostegno genitoriale e dei conflitti familiari Dipendenze problematiche Dinamiche di gruppo
Italiano
in presenza online

Benvenutə, mi presento, sono Elisa Martire, psicologa clinica e psicoterapeuta della Gestalt Fenomenologica. Le aree d’interesse del mio lavoro sono strettamente collegate ai miei passaggi di vita e alle esperienze personali che hanno contribuito alla mia crescita. Fin da piccola ho vissuto immersa in gruppi che son sempre stati ambienti familiari in cui sentirmi tutelata e appartenente. A partire dalle squadre sportive, in cui ho praticato pallacanestro per vent’anni, ho coltivato l’interesse che mi ha portata a formarmi nella psicologia dello sport. Ho frequentato e concluso nel 2021 un Master presso il Centro di Psicologia dello Sport e della Prestazione Umana “Umbro Marcaccioli” - ISEF Torino.

Affacciandomi al mondo lavorativo, completata la formazione universitaria a Torino, ho lavorato per più di cinque anni presso strutture comunitarie residenziali, all’interno di Equipes multidisciplinari. Tra queste esperienze, molte sono avvenute con la Fondazione Gruppo Abele Onlus: in primis con nuclei mamma-baminə in situazioni di difficoltà sociali ed educative; in un secondo momento con giovani adultə con problematiche legate all’uso ed abuso di sostanze.

Parallelamente alla vita di comunità ho approfondito la clinica frequentando la Scuola di Specializzazione presso l’Istituto Internazionale di Psicopatologia e Psicoterapia della Gestalt (IPSIG, Torino), terminandola nel 2025. Anche in questa situazione, incontrando amicə e colleghə che son state persone indispensabili per la mia formazione professionale e personale, ho avuto modo di formarmi in un contesto gruppale. Le esperienze formative fatte mi hanno insegnato la possibilità di incontrare le persone attraverso le loro storie uniche. Ciò che guida il mio lavoro è la curiosità per le peculiari forme che la sofferenza può assumere. Mi piace osservare ciò che emerge, non come una definizione, un’etichetta, un sintomo definito, ma come il frutto di adattamenti creativi a molteplici fattori. Una figura che si staglia da uno sfondo origina una danza d’interdipendenza e dialogo reciproco: così come non ci si può spiegare un fenomeno naturale al di fuori del suo habitat, le onde del mare senza il vento che le muove, allo stesso modo non si può comprendere una sofferenza senza le caratteristiche e le dinamiche del contesto in cui emerge.


Attualmente collaboro con il Centro Clinico “Mattia Maggiora” e lavoro da libera professionista presso lo Studio CampoIfe.

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